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Il Ps verso il Congresso

Angius: dovrà uscire un partito nuovo

Lunedi 12 maggio 2008

"E' del tutto inadeguato, almeno finora, il dibattito in tutte le forze di sinistra, dopo il catastrofico risultato delle elezioni politiche - lo dichiara Gavino Angius, in vista del congresso convocato per il 20-21-22 giugno -. Esso è animato da una esclusiva tendenza a ricercare, ognuna in se stessa, le difficili risposte alle drammatiche domande poste da quel voto. Siamo quindi di fronte al rischio serio che la sinistra italiana, in ognuna delle sue componenti, smarrisca il senso della sua funzione storica, del suo radicamento, della sua rappresentanza, sino alla sua scomparsa. La sinistra italiana non ha alcun futuro se essa non si connota come forza di governo, del tutto nuova, e si caratterizza come parte integrante del partito del socialismo europeo, ma aperto ad altre culture liberaldemocratiche e ambientaliste. Lo si voglia o no - continua Angius - il pensiero e la cultura politica socialista rappresentano la frontiera più avanzata dell'innovazione sociale, economica, civile delle moderne democrazie e costituiscono il patrimonio più ricco ed originale cui attingere per far avanzare giustizia, progresso e libertà. Se il Partito Socialista, ridiscutendo se stesso, non sarà capace di gettare le basi per costruire una forza politica di sinistra, riformista, europea, socialista, liberaldemocratica, ambientalista,organizzata e radicata nella società italiana, avrà decretato la fine della sua funzione. In questo senso l'appuntamento congressuale del PS costituisce l'inizio di una fase nuova, finalizzata a gettare le basi ideali, culturali, politiche, ideali e progettuali di un lungo lavoro finalizzato a dare alla democrazia italiana una nuova forza politica, socialista e riformatrice. Per queste ragioni - conclude Angius - il congresso del PS si dovrà caratterizzare per scelte che indichino chiaramente una discontinuità e si connotino in senso fortemente unitario e innovativo, in modo tale da aprire una fase nuova, e diversa dal passato, di confronto, sia con le altre forze di sinistra, sia con il Partito Democratico. Di ciò ha particolarmente bisogno il centrosinistra che non è e non potrà mai essere rappresentato, nelle sue diverse componenti, esclusivamente dal PD".


Il 9 maggio del 1950 iniziava l'integrazione europea

Battilocchio: i giovani crescano con l'amore per l'UE

Sabato 10 Maggio 2008

Una lezione d'Europa dedicata ai giovani studenti elementari di alcune scuole di Civitavecchia (RM) è stata tenuta da Alessandro Battilocchio questa mattina, in occasione della Giornata dell'Europa. Battilocchio, che con i suoi 30 anni è il deputato europeo più giovane a Bruxelles, ha raccolto così l'invito degli alunni che già da mesi portano avanti un progetto sull'analisi dell'attuale situazione europea e sulle sue possibili evoluzioni. La speciale lezione di oggi è stata relativa all'attuale situazione dell'Unione Europea, tra integrazione e allargamento, e sulle sue prospettive. "Accolgo sempre con piacere - ha affermato in merito Battilocchio - gli inviti dalle scuole, perchè ritengo che il futuro dell'Europa sia in mano alle nuove generazioni. Spero dunque di contribuire a far crescere nei ragazzi l'amore per la prospettiva europea: a 30 anni per me è un dovere istituzionale". Successivamente Battilocchio, insieme ad altri eurodeputati italiani, ha partecipato all'iniziativa "Eurogoal per la solidarietà", presso lo stadio Flaminio di Roma, per una raccolta fondi da destinare a favore del Progetto "e-Care", promosso dalla Fondazione Mondo Digitale in collaborazione con l'Ospedale Bambino Gesù, Intel Spa e il Comune di Roma, che permetterà ai bambini delle scuole primarie e secondarie, costretti a casa o in ospedale per malattie a lunga degenza, di continuare a frequentare le lezioni anche in videoconferenza, con software e hardware dedicati alla didattica.


Dopo la perdita di Roma necessario un ripensamento nel Pd

Angius: la sinistra del futuro è socialista e democratica

Martedì 29 Aprile 2008

“Ieri a Roma e' accaduta una catastrofe”. Lo ha detto Gavino Angius, ai microfoni dello speciale del Gr1. ”Quello che e' successo a Roma - ha aggiunto Angius - onestamente non era inatteso. Penso che ci sia da ridiscutere il progetto politico sul quale e' nato il Partito Democratico. Non per cancellarlo ma per introdurre dei cambiamenti profondi perché quel progetto politico alla prova dei fatti ha prodotto un esito nefasto. Nato il Pd sono cominciati i guai per tutti: caduta del governo, elezioni anticipate, la consegna dell'Italia al centrodestra e adesso questo risultato di Roma. Penso che il gruppo dirigente del Partito democratico dovrebbe avere il coraggio di mettere in discussione quel progetto originario non per cancellarlo ma per correggerlo, cambiarlo significativamente. Insomma, per fare del Pd qualcosa di profondamente diverso da quello che si e' voluto che fosse fino ad ora. Noi abbiamo invertito la rotta dopo il 1994 quando individuammo l'asse strategico di rapporto tra il Centro e la Sinistra per costruire un progetto di rinnovamento della società italiana”. “Allora era l'Ulivo e ci siamo riusciti. La storia però non si ripete. Penso che la funzione della sinistra socialista democratica e riformista però non sia cancellabile né sostituibile. L'esistenza della sinistra riformista è essenziale per il progresso civile, sociale e culturale dell'Italia. Rifletta anche la Sinistra Arcobaleno: la sinistra del futuro - conclude - è socialista e democratica”.

 

 

 


WebMaster - Danilo Manni
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